Informazioni Utili

Come allestire un set Fotografico economico per Ecommerce e fotografia di prodotto

Per catalogare e vendere i propri prodotti online è necessario mostrarli all'utente in maniera adeguata. Oltre alle dovute valutazioni sulla scelta del layout grafico, alla user experience e alla semplicità di navigazione del sito, è molto importante curare al massimo delle proprie possibilità la qualità delle immagini, poiché è proprio attraverso queste immagini che permetteremo all'utente/cliente di conoscere il nostro prodotto e di valutarne i pregi, stimolando allo stesso tempo la sua immaginazione. Generalmente il consiglio è quello di affidarsi a dei professionisti in grado di progettare e realizzare delle fotografie in grado di descrivere e rappresentare il proprio prodotto al massimo delle proprie potenzialità, magari nel minor numero di sessioni fotografiche possibili in modo da tenere sotto controllo i costi di produzione. (Vedi i nostri servizi di FOTOGRAFIA E IMMAGINE AZIENDALE). Nel caso in cui la quantità dei prodotti da catalogare sia molto ampia e/o l'aggiornamento costante, si può prendere in considerazione la possibilità di fotografare i propri prodotti in maniera autonoma, utilizzando la propria reflex o addirittura un buon telefono cellulare. Anche in questo caso, a meno che non si abbiano già delle competenze a riguardo, sarebbe consigliabile richiedere la consulenza di un fotografo professionista in grado di metterci sulla strada giusta fin da subito, valutando tutta l'attrezzatura e il processo produttivo (workflow) dall'allestimento del set fotografico, allo scatto, alla post-produzione finalizzata alla pubblicazione online. Disporre dell'attrezzatura adeguata rimane comunque un passaggio fondamentale, specialmente per quanto riguarda l'illuminazione, visto che ormai qualsiasi fotocamera digitale di ultima generazione ha una qualità nettamente superiore rispetto a quella richiesta dalla pubblicazione online. Ecco quindi alcuni opzioni per allestire un set fotografico con un budget limitato, acquistando su Amazon: Set Fotografico Economico - Opzione 1 Questo set è adatto per prodotti e oggetti di dimensioni medio piccole. Le lampade sono abbastanza potenti e permettono di gestire l'illuminazione in maniera adeguata e in modo molto più versatile rispetto al classico cubo di luce in quanto una volta montate sui portalampada non solo sarà possibile regolare l'altezza e l'incidenza, ma anche e la distanza dal soggetto e quindi l'intensità. Il fondale di carta può essere semplicemente attaccato con lo schotc tra una parete sgombra e il pavimento, o più comodamente tra la parte e un tavolo, ottenendo in ogni caso una curva senza spigoli. Inoltre in elenco anche alcuni accessori che non devono mai mancare quando si allestisce un set fotografico still-life di prodotto! Due Lampade: DynaSun SYD125W 600 W E27 Un Kit comprensivo di 2 portalampada, stativi e ombrellini: DynaSun 2X W963S Kit Set da Studio Professionale, Supporto Cavalletto Stativo, Portalampada e Ombrello Diffusore Bianco Fondale in carta bianco: Creativity background - Carta per fondale professionale dimensioni rotolo L 1,22 x 3,6 metri - grammatura 85gr/mq BIANCO Schotc Carta per fissare il fondale alla parete: Schotc Nastro Di Carta H19 50 Metri Patafix per posizionare gli oggetti: Patafix Gomma Adesiva Filo da pesca: Rocchetto filo da pesca diametro 0.55mm


Visual Storytelling 2.0: quando l’immagine diventa tutto!

I social media stanno sperimentando ormai da tempo una spinta verso la centralità dei contenuti visuali: foto, video e album. Perché questo accade? E sopratutto, perché i brand dovrebbero tenere d’occhio questo fenomeno? La risposta è semplice: perché l’immagine, nell’era social, è fondamentale. Tante volte, forse troppe! abbiamo sentito dire che “l’immagine è tutto”, che una bella fotografia a volte vale più di mille parole. Tutto questo oggi prende forma proprio sotto i nostri occhi. Esattamente come sostiene William J. Ward – docente di Social Media Strategy presso la Syracuse Univesity: I blog sono stati una delle prime forme di social networking dove le persone scrivevano 1000 parole. Quando siamo passati agli aggiornamenti Facebook, i nostri post sono diventati più corti. Poi i servizi di microblogging come Twitter hanno abbassato i limiti a 140 caratteri. Ora stiamo sorpassando le parole muovendoci verso la comunicazione visiva, con social network come Pinterest. È probabile, infatti, che uno dei vostri ultimi sharing siano stati una foto o un video. Questo perché l’immagine online rende tutto più interessante, esperienzale e diretto. Pinterest è popolare grazie al fatto che è totalmente basato sulla condivisione di immagini.Twitter ha integrato da tempo alcuni servizi che permettono di postare foto e video direttamente dalla piattaforma, oltre i suoi classici 140 caratteri. Instagram è stato acquistato per oltre un miliardo di dollari dal social per eccellenza, Facebook, che a sua volta ha prima creato una timeline dove introdurre foto e video e poi le ha dedicato fino al 170% di spazio in più. E così le aziende si stanno rendendo conto che la comunicazione visuale fornisce molteplici possibilità. Le immagini permettono ai brand di sviluppare le loro strategie social in maniera molto più efficace, grazie alla vividezza dei contenuti. Raccontano, spiegano e illustrano ciò che le parole a volte fanno fatica a comunicare. Secondo un’infografica realizzata dalla M Both con i dati raccolti dalla Simple Measure,il numero di post contenenti foto o immagini condivisi dagli utenti batterebbe per 2 a 1 quelli di solo testo. Altri numeri ci rassicurano sul fatto che se un’immagine accompagna i nostri testi, o addirittura li sostituisce, tutto risulta migliore agli occhi di chi ci segue. Sembrerebbe infatti che: I post contenenti video o foto sono condivisi 12 volte in più rispetto al solo testo Tumblr ha il 42% dei propri post composti di soli video/foto Oltre 100 milioni di utenti a settimana postano contenuti video e interagiscono su YouTube Visual social come Printerst reindirizzano molto più traffico rispetto ai più popolari Facebook, Twitter e Google +. Si parla insomma di “raccontare per immagini”, di rendere il contenuto visivo priorità assoluta della strategia di social marketing utilizzata dal brand. Una delle tecniche più dirette per fare leva sui consumatori è lo storytelling – un insieme combinato di immagini che raccontano il brand o un suo prodotto. È questo quindi lo strumento da utilizzare oggi. Lo storytelling del brand quindi si trasforma sempre più spesso in visuale. Questo perché le immagini: Creano maggiore engagement con l’utente Producono maggiore traffico (più views, più condivisioni) È chiaro quindi che una marca o un’azienda che vogliono ottenere dei risultati soddisfacenti devono tener conto delle considerazioni appena fatte. Come concretizzare tutto questo nella vostra strategia? Secondo un’altra infografica basterebbero tre azioni fondamentali: Investite nei contenuti visivi! I brand che vogliono ottenere risultati devono produrre contenuti di alta qualità, anche utilizzando dei professionisti. Gli utenti apprezzeranno se le immagini e i video usati sono originali, interessanti, ma anche ben fatti! Migliori sono i contenuti, più facilmente e volentieri  questi saranno condivisi! Mostrate personalità! Foto e video non servono soltanto a vendere il prodotto, ma a mostrare al consumatore chi siete e cosa potete offrire in modi nuovi e coinvolgenti. Permettete ai follower di partecipare alla creazione di contenuti visuali per la brand page attraverso contest e premi. Gli utenti hanno spesso idee originali e creative: usatele! Questo tipo di content strategy permette al brand di mostrare la propria natura collaborativa e partecipativa… in pieno social style! Altri utili accorgimenti ce li suggerisce Nick Westergaard – Brand Strategies Manager pressoBrand Driven Social – nel suo articolo Six Ways to Prepare Your Brand for Social Media’s Visual Revolution - con una check list veramente dettagliata: Le basi sono fondamentali: occorre avere un logo accattivante e una solida brand identity Avere un piano: è bene incorporare chi si occupa dell’aspetto creativo nel processo di organizzazione della campagna di social marketing fin dai primi step e coinvolgere più piattaforme social possibili Nessun ripensamento sulla fotografia: Non basta fare qualche scatto saltuario, bisogna avere a propria disposizione dei professionisti per la visual story del proprio brand! Insegnare a raccontare: sviluppare una brand story e imparare a catturare momenti creativi in maniera partecipativa e collaborativa è fondamentale Comprendere i meccanismi della “pinnabilità” delle immagini: utilizzare la piattaforma Printerest e altri strumenti di social bookmarking, richiede una pianificazione di immagini interessanti ed originali, che si distinguano nel mucchio Rendete il passato visuale, così come  il presente e futuro: oggi i social media permettono di raccontare ai consumers il passato grazie a timeline, etc. Digitalizzatelo e raccontatelo! E voi, farete parte del cambiamento o starete solo a guardare? FONTE E ARTICOLO COMPLETO: NINJA MARKETING


200 consigli per migliorare la visibilità su Google

Mantenere e migliorare la visibilità sui motori di ricerca non è un'impresa facile. Periodicamente Google, il gigante di ogni ricerca on-line, aggiorna il proprio algoritmo e per questo è molto importante rimanere sempre aggiornati sugli ultimi cambiamenti. Più di recente Google ha lanciato Penguin 2.0, una nuova versione del precedente aggiornamento dell'algoritmo Penguin, che mira a ridurre il web spam, ed è a questo proposito che le società di marketing digitale Backlinko e Single Grain hanno creato l'infografica qui sotto raccogliendo circa 200 fattori che Google considera nel ranking dei siti e nei risultati di ricerca. I dati raccolti provengono da centinaia di fonti, tra cui vari blog che si occupano di SEO e le dichiarazioni fatte dal responsabile web spam di Google, Matt Cutts.


OCM Vino 2013/2014, una panoramica sui progetti finanziati

La misura “Promozione sui mercati dei Paesi terzi – OCM Vino” 2013/2014 è destinata a cofinanziare al 50% gli interventi di promozione del vino in Paesi Terzi . I piani OCM vino rappresentano una misura che negli ultimi anni ha contribuito positivamente alla crescita dell’export vinicolo italiano non solo in contesti commerciali tradizionali e consolidati, come gli Stati Uniti, ma anche nei mercati dei paesi emergenti. Per l’annualità 2014 sono assegnate risorse per circa 102 milioni di euro, di cui il 30% destinati al finanziamento di progetti presentati a livello nazionale ed il 70% per quelli presentati a livello regionale. Col Decreto n. 34342 del 7 Agosto 2013 recante “Approvazione Graduatoria Ocm Vino 2013/14” – Misura “Promozione sui mercati dei Paesi terzi”, pubblicato sul sito del Ministero delle Politiche Agricole (www.politicheagricole.it), sono stati erogati oltre 30 milioni di euro destinati alla misura, 7,4 dei quali sono stati sottratti come somma “da destinare alle annualità dei progetti pluriennali approvati gli scorsi anni”, e 1,6 come riserva per i progetti multiregionali. 46,6 milioni il totale dei contributi inizialmente richiesti, 23,08 quelli ritenuti ammissibili dal “Comitato di Valutazione”, 21,5 quelli concessi dopo l’applicazione delle riserva ai progetti multiregionali. 21,5 milioni di euro contributo pubblico spalmati su 31 progetti di promozione del vino italiano nei Paesi extra Ue: dai 3,8 milioni di euro (il finanziamento più grande) concessi all’Ati (Associazione temporanea di impresa) che ha per capofila l’Istituto Grandi Marchi, ai 24.392 euro (il finanziamento più piccolo) concessi all’Ati che per capofila ha la Campari Wines, divisione vinicola del colosso Campari. Guardando alle singole regioni, il contributo del Piemonte ammonta a 8,4 milioni di euro il totale del contributo pubblico erogato. I progetti più finanziati, tutti con la cifra tonda di 1 milione di euro, e per una quota di cofinanziamento del 50% del totale, sono (in ordine di graduatoria) quello del Consorzio per la tutela dell’Asti Docg, quello del Made in Piedmont (che riunisce 84 aziende, www.madeinpiedmont.eu), quello del Consorzio Alba Export Wine & Food (63 aziende, www.albaexportwine.com), quello di Alba Wine (che riunisce 12 imprese) e quello di Winexperience (che riunisce 70 aziende). Con finanziamenti vicinissimi ad 1 milione di euro anche il progetto dell’Ati Vignaioli Piemontesi, con 998.160 euro (e che riunisce le aziende Mirù, Piazzo, Tre Secoli, La Crotta di Vigneron, Casa Eredi di Mirafiore & Fontanafredda, Manfredi, Toso, Cantina di Clavesana, Cantina Vignaioli, Terre del Barolo, Dezzani, Produttori del Nizza e la Mgm-Mondo del Vino che, a sua volta, raccoglie, tra le altre 47 cantine cooperative e 511 aziende agricole), e quello di Piemonte “Land of Perfection”, con 989.959 euro (che vede uniti i Consorzi di tutela dell’Asti, di Barolo e Barbaresco, dei vini d’Asti e Monferrato, dei vini d’Acqui, del Gavi, i Produttori del Moscato Associati e Vignaioli Piemontesi). La regione Veneto, nel complesso, ha concesso contributi per 9,2 milioni di euro (su una disponibilità di 10,4 milioni di euro) che attiveranno progetti dal valore complessivo di 20 milioni di euro. Tra i progetti più finanziati, con 800.000 euro di contributo pubblico a testa, quello dell’Ati “Le Famiglie dell’Amarone d’Arte” (per un valore complessivo del progetto di 1,637 milioni di euro), quello dell’Ati “Centro Vini Veneti” (per un valore del progetto di 1,6 milioni di euro), e quello dell’Ati guidata dal Consorzio Tutela Vini Soave e Recioto di Soave (per un valore totale di 1,6 milioni di euro). E, ancora, con 799.968 euro, quello dell’Unione Consorzi Vini Veneti (per un totale progetto di 1,599 milioni di euro); con 799.758 euro di contributo, quello dell’Ati “Il Veneto in un Bicchiere” (per un progetto da 1,599 milioni di euro); con 783.852 euro quello del Consorzio Tutela Vini Arcole (per un totale di 1,567 milioni di euro); con 777.841 quello dell’Ati che ha per capofila la Rti Agricola Fratelli Tedeschi (per un progetto da 1,555 milioni di euro). La Lombardia ha erogato un contributo pari a 3.200.955,47 di euro e il progetto dell’ATI Ascovilo (progetto da un milione di euro) ha ottenuto un contributi pari a 522.534,18. La Toscana, che ha ammesso cofinanziamenti per 7,2 milioni di euro sui 7,8 potenziali, dove i due progetti top, per valore del contributo (al 50%) sono quello dell’Ati Taste Tuscany, che ha per capofila “Le Corti”, con 1,29 milioni di euro, e quello dell’Ati guidata da Barone Ricasoli, con 1,28 milioni di euro. In Sicilia, invece, dove sono stati assegnati 5 milioni di contributi comunitari (a cui vanno aggiunti 1,4 di contributi regionali aggiuntivi) sugli 8,7 potenziali, il progetto top per valore è quello della Rti Trinacria, finanziato con 1,76 milioni di euro, seguito da quello di Irvos e Providi, con 1,09 milioni di contributi comunitari (a cui si sommano 658.000 euro di fondi regionali). In Puglia, invece, per la campagna 2013/2014, sono stati ammessi contributi per 1,72 milioni di euro (a cui si sommano, per progetti pluriennali, 638.000 euro per il 2014/2015, e 565.000 euro per il 2015/2016) su un potenziale di 7,1 milioni, dove il progetto top è quello del Movimento Turismo del Vino Puglia, cofinanziato al 50% con 537.835 euro. Il Friuli Venezia Giulia, invece, ha ammesso contributi per 1,96 milioni di euro sui 2,5 disponibili, con il progetto più finanziato che è quello dell’Ati Cantine San Martino, Castellargo e Piera Martellozzo, cofinanziato al 50% con 577.964 euro. La graduatoria in ordine di punteggio è disponibile sul sito di Mipaaf a questo link.


Ecommerce: il successo non dipende dalle statistiche

Vendere i propri prodotti Online attraverso un qualsiasi canale può sembrare un'operazione semplice e scontata. Nonostante la crisi globale che più o meno avanza e persiste su quasi tutti i settori, le statistiche sull'ecommerce, come si può vedere dall'infografica che pubblichiamo oggi, sono molto confortanti, come anche le previsioni di crescita. Inoltre la creazione di un negozio Online sia attraverso portali come Ebay (ma ce ne sono molti altri), sia attraverso un sito web personalizzato, sia attraverso un semplice carrello elettronico collegato a PayPal, è diventata un'operazione apparentemente molto semplice e in alcuni casi molto economica se non addirittura gratuita. Purtroppo le statistiche (e soprattutto i promotori di questi servizi, specialmente quelli low cost) spesso non riportano tutti i casi di insuccesso, i rischi, i costi nascosti che comporta l'apertura di un canale di vendita Online. Ma le considerazioni e gli studi preliminari non sono l'unica questione sottovalutata. Spesso molte aziende benché arrivino a disporre di una piattaforma web o di un catalogo nel quale caricare i propri prodotti quantomeno in grado di funzionare correttamente (cosa che è diversa dal disporre di strumenti di vendita funzionali, efficaci e convincenti sotto molteplici punti di vista), non sono visibili, non si dirigono nei canali giusti, non sono in grado di individuare quel pubblico davvero interessato ai loro prodotti. Probabilmente è proprio la facilità con la quale oggi si può accedere agli strumenti di vendita Online unita alle statistiche confortanti di un settore in continua crescita (peraltro inconfutabili!), che fa sottovalutare ad un numero sempre crescente di persone e di potenziali imprenditori tanti aspetti che un'impresa tradizionale non si sognerebbe in alcun modo di non prendere in considerazione. La soluzione per vendere efficacemente Online oppure per proteggersi da eventuali investimenti sbagliati e da un fallimento sicuro, è sempre la solita: muoversi con cautela, valutare con attenzione le diverse possibilità e consultare degli esperti che possano quantomeno analizzare il progetto da una prospettiva più ampia e approfondita. Per tutti questi motivi la nostra politica aziendale è quella di guidare sempre le persone interessate e i nostri possibili clienti verso un percorso serio di verifica e analisi dei costi/benefici, riservandoci la possibilità di sconsigliare e rifiutare tutti quei progetti chiaramente destinati al fallimento. Detto ciò ecco una carrelleta di curiosità, informazioni e statistiche sull'Ecommerce davvero utili e confortanti, tra cui, degna di nota, la crescita esponenziale prevista nel settore mobile nei prossimi anni!  


Ecommerce, adempimenti burocratici e costi iniziali

Da marzo 2011, per l'apertura di un e-commerce dedicato alla vendita online di prodotti o servizi, non è più necessario presentare nessuna documentazione cartacea presso il comune di residenza dell'attività commerciale, come invece accadeva in passato. La nuova formula prevede di regolarizzarsi attraverso un’unica comunicazione (Comunica, ovvero Comunicazione Unica) che iscrive a tutti gli enti preposti, che nel dettaglio sono: 1) il Comune dove ha sede l’attività (e non quello di residenza); 2) l’Agenzia delle Entrate per la Partita Iva; 3) il Registro delle Imprese; 4) l’INPS. Siccome le leggi regionali e nazionali sono soggette a continui aggiornamenti e visto che è comunque necessario essere già accreditati presso tutti gli enti sopra elencati, il consiglio prima di avviarsi verso una nuova attività è sempre quello di affidarsi ad un esperto o consultare il proprio commercialista, che sarà sicuramente capace di accorciare i tempi e ridurre al minimo le possibilità che si verifichino degli errori in ognuna di queste fasi (articoli e guide online sono sempre utili per raccogliere le informazioni e chiarirsi le idee, ma se si hanno intenzioni serie è sempre meglio ricorrere ad un commercialista/professionista!). Inoltre, come prevede la legge già da qualche anno, ricordiamo che sarà necessario possedere una firma digitale e un indirizzo di posta certificata PEC. Per quanto riguarda i costi iniziali e gli adempimenti fiscali, a differenza di quanto comunemente si pensi visto che spese per contratti di locazione e consumi sono generalmente ridotte, la gestione di un negozio online è paragonabile a quella di qualsiasi altra attività commerciale. Ricordiamo infatti che è necessario: 1) Avere una Partita Iva (Richiederla teoricamente non ha alcun costo); 2) Iscriversi alla camera di commercio, che costa circa 80,00 euro l'anno; 3) Versare i contributi all’INPS, che sono circa il 20% del reddito (fino a 43.042 euro) e tenendo ben presente che c’è un minimo da versare che corrisponde a circa 2.900,00 euro l'anno; 4) Considerare il costo del commercialista, che si aggira circa sui 1.000 euro l'anno. A tutte queste spese si aggiungono ovviamente sia i costi economici per l'analisi, lo sviluppo del sito web ed il suo mantenimento online, la visibilità sui motori di ricerca, l'inserimento degli articoli, la stesura dei testi, etc., sia i costi di tempo e lavoro che il cliente deve dedicare in prima persona al progetto. Essere consapevoli di tutti i meccanismi che regolano l'apertura di un'impresa commerciale online e soprattutto dell'impegno economico, di tempo e di lavoro che richiede, è davvero imprescindibile se si vuole evitare di spendere soldi inutilmente, soprattutto in un momento di crisi economica come questo. Valutare la fattibilità di un idea, analizzare possibili competitor e studiare bene il proprio pubblico ed il proprio settore di riferimento può evitare infatti molte brutte sorprese. Altrimenti, senza una preparazione ed una progettazione adeguata il rischio è quello di far guadagnare agenzie e piattaforme che senza troppi scrupoli vendono (spesso a prezzi molto convenienti) sistemi per l'e-commerce e la vendita di prodotti e servizi online, gli unici che in questo modo sono in grado di assicurarsi un vero e proprio guadagno! Per tutti questi motivi la nostra politica aziendale è quella di guidare sempre le persone interessate e i nostri possibili clienti verso un percorso serio di verifica preliminare e di analisi dei costi/benefici, riservandoci la possibilità di sconsigliare e rifiutare tutti quei progetti chiaramente destinati al fallimento.


Contributi a fondo perduto OCM Vino 2013/2014

Una nuova opportunità per le Aziende Vitivinicole Toscane

Con il decreto del 20/05/2012 è stato adottato il bando avente ad oggetto “Regolamento CE N. 1234/2007 e Regolamento CE N. 555/2008 – Invito alla presentazione dei progetti PROMOZIONE SUI MERCATI DEI PAESI TERZI – per la campagna viticola 2013/2014”. Tale bando rappresenta una nuova opportunità di promozione per tutte le Aziende Vitivinicole Toscane e dell'area fiorentina interessate all'internazionalizzazione dei propri prodotti all'estero ed in particolare nei Paesi Extraeuropei. E’ prevista infatti la concessione di un contributo a fondo perduto fino al 50% delle spese sostenute per la realizzazione di nuovi strumenti di marketing come lo sviluppo o il restyling del proprio sito internet in più lingue (Italiano, Inglese, Russo, Cinese, Giapponese, Etc,), la realizzazione di video aziendali o servizi fotografici promozionali e molte altri servizi connessi alla promozione del vino italiano sui mercati dei paesi al di fuori dell’Unione Europea. Si evidenzia che la scadenza per la presentazione della domanda di contributo è fissata nel giorno 18 giugno 2013 alle ore 14.00, invitiamo pertanto tutti i soggetti interessati a contattarci senza impegno per una verifica preliminare dei requisiti al numero 055 7477539, oppure tramite l'apposito modulo presente su questo sito. Vai alla pagina dei Contatti Segue una breve scheda tecnica che illustra le caratteristiche principali del bando: finalità, soggetti, investimenti, agevolazioni, aree territoriali e termini di presentazione delle domande di ammissione. Finalità Il presente decreto disciplina il sostegno alla promozione del vino italiano sui mercati dei Paesi terzi. Soggetti beneficiari e Settori ammissibili Possono accedere alle agevolazioni della presente misura: - le organizzazioni professionali, purché abbiano tra i loro scopi la promozione dei prodotti agricoli; - le organizzazioni interprofessionali riconosciute; - i Consorzi di tutela, riconosciuti ai sensi della normativa vigente, e loro associazioni e federazioni; - le organizzazioni di produttori; - i produttori di vino che abbiano ottenuto i prodotti da promuovere dalla trasformazione dei prodotti a monte del vino, propri o acquistati; - soggetto pubblico con comprovata esperienza nel settore del vino e della promozione dei prodotti agricoli; - le associazioni, anche temporanee di impresa e di scopo tra i soggetti di cui ai punti precedenti. Investimenti ammissibili Sono ammissibili le seguenti azioni da attuare, anche singolarmente, in uno o più Paesi Terzi: - promozione e pubblicità, che mettano in rilievo i vantaggi dei prodotti di qualità, la sicurezza alimentare ed il rispetto dell’ambiente e delle disposizioni attuative del Regolamento, da attuare a mezzo dei canali di informazione quali stampa e televisione; - partecipazione a manifestazioni, fiere ed esposizioni di importanza internazionale; - campagne di informazione e promozione, in particolare, sulle denominazioni d’origine e sulle indicazioni geografiche, da attuarsi presso i punti vendita ( grande distribuzione, ristorazione dei paesi terzi, HORECA ecc); - altri strumenti di comunicazione (ad es.: siti internet, opuscoli, pieghevoli, degustazioni guidate, incontri con operatori e/o giornalisti dei Paesi coinvolti da svolgersi anche presso le aziende partecipanti ai progetti). Agevolazione E’ prevista la concessione di un contributo a fondo perduto fino al 50% delle spese sostenute per svolgere le attività indicate; la residua percentuale è finanziata direttamente dal soggetto proponente. Saranno stipulati contratti di finanziamento tra l’Organismo Pagatore AGEA – Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura – quale Organismo pagatore – ed i beneficiari entro il giorno 10 ottobre 2013. Non sono rendicontabili le spese realizzate prima della stipula del contratto e, comunque, antecedentemente al 16 ottobre 2013 o successivamente al 15 ottobre 2014. Aree territoriali di intervento Intero territorio nazionale. Termine per la presentazione delle domande da parte del beneficiario La presentazione delle domande potrà avvenire entro e non oltre le ore 14.00 del 18 giugno 2013.


Toscana, continuano gli incentivi…

È sempre operativo in Toscana, con una buona disponibilità di fondi, il bando Por 1.3.b che agevola le piccole e medie imprese dei settori industria, artigianato e servizi che investono nelle consulenze per l'acquisizione i Servizi qualificati. Si possono agevolare gli investimenti in: SERVIZI QUALIFICATI DI PRIMO LIVELLO Servizi di audit e assessment del potenziale (diagnosi della situazione competitiva di un’Impresa); Studi di fattibilità di primo livello (il servizio deve essere realizzato attraverso attività di consulenza e assistenza da centri quali Università, Enti Pubblici di Ricerca, ecc…). SERVIZI QUALIFICATI SPECIALIZZATI Servizi qualificati di supporto all’innovazione tecnologica di prodotto e di processo; Servizi di supporto all’innovazione organizzativa e all’introduzione di tecnologie dell’informazione e della comunicazione (ICT); Supporto alla certificazione avanzata (ambientale come ISO 14001, EMAS, Ecolabel, responsabilità sociale SA 8000, OHSAS 18001; Supporto alla introduzione di innovazioni nella gestione delle relazioni con i clienti (es. CRM); Supporto allo sviluppo di reti distributive specializzate ed alla promozione di prodotti (E-commerce); SERVIZI QUALIFICATI SPECIFICI Servizi qualificati specifici per la creazione di nuove imprese innovative Servizi qualificati specifici a domanda collettiva (finalizzati allo sviluppo di processi di innovazione diffusa nelle filiere e nei sistemi produttivi toscani): L’agevolazione concessa è un contributo a fondo perduto di importo variabile in base alla tipologia dell’investimento ed alla dimensione dell'impresa.  La domanda di contributo può essere presentata entro il 30 aprile, il 31 agosto e il 31 dicembre del 2013.   Fonte: www.impresanews.it


Come avviare una Start-Up Innovativa

La recente normativa per le nuove tipologie di aziende, le così dette startup innovative offre al sistema camerale importanti opportunità per azioni di sostegno alle imprese più creative e giovani del nostro sistema economico. È su questa linea che lnfoCamere, in coordinamento con UnionCamere e con il Ministero dello Sviluppo Economico, ha realizzato con propri investimenti un’applicazione internet dedicata alla promozione e creazione di opportunità per questa tipologia di imprese caratterizzate da una forte vocazione innovativa. All’indirizzo startup.registroimprese.it, è stata resa disponibile un’applicazione che permette di far comprendere i vantaggi e gli adempimenti connessi alle startup. Il servizio è stato progettato per trattare in modo moderno e comprensibile temi che troppo spesso restano appannaggio degli addetti ai lavori. Per saperne di più vai al sito startup.registroimprese.it


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